
Del gran Gala parlerò domani . Stasera poche righe per parlare di tutto quel mondo di amici e amiche che si muove intorno a questo incredibile personaggio che risponde al nome di Jonas Kaufmann.
Complice il fascino del Belpaese , il richiamo della mitica Arena di Verona un numero davvero esagerato di persone che hanno vite lontane , che vengono da paesi tanto lontani tra di loro , che nelle loro vite coltivano interessi diversi , lavori diversi , storie diverse si ritrovino insieme grazie ad una voce , ad un sorriso di un ragazzo che seguita a non invecchiare nonostante la ostentata chioma grigia.
Il mondo sembra fermarsi nella gioia di questi brevi incontri , poi ciascuno riprende la propria via , il proprio vissuto .
La sosta lieve, cercando di non pensare troppo al mondo impazzito che ci circonda , alle maschere che ci rendono tutti uguali e talvolta ci si riconosce solo per lo sguardo sorridente che riesce a bucare questo nostro assurdo filtro protettivo fa si che l’incontro di Verona si trasformi in un attimo di festosa allegria , una parentesi simile ad un gioco infantile .
Io c’ero ,diranno in molti e se lo ricorderanno . E non mi si dica che i social sono solo una brutta imitazione della vita .
La deliziosa Sovrintendente e Direttore artistico della Fondazione Cecilia Gasdia ,così affettuosamente gentile con me , può essere orgogliosa di questo evento particolare tenacemente voluto .
Speriamo sia solo il primo di una lunga serie perchè credo che anche Jonas si sia sentito sufficentemente appagato.