
ll mio ricordo personale di Renata Scotto è legato a una sua non mirabile regia di Madama Butterfly al Teatro delle Muse di Ancona.
La elegante signora con la quale scambiai un deferente saluto ormai non cantava più , ma portava ancora con sé l’aura di grande soprano che era stata.
Ricordo che accennai a quando l’avevo più volte ascoltata a Firenze , lei che al Maggio Musicale Fiorentino era di casa , soprattutto da quando la Divina era emigrata a Milano e da noi non c’ era tornata più.
Mi ha fatto anche piacere leggere un omaggio che le ha reso Jonas Kaufmann , le era dovuto perché con lui era stata generosa di elogi e ricordo che in una lontana intervista in Russia aveva detto che le dispiaceva davvero non aver cantato con lui e aveva aggiunto con un sospiro artistico : hai l’età di mio figlio.
Gli disse anche che la sua voce le ricordava quella di un violoncello e lui l’aveva poi citata spesso quella frase , evidentemente gli era piaciuta davvero.
E’ stata una grande professionista , intelligentemente si trasferì al Met dove ebbe quei trionfi che alla Scala le negavano anche con cattiveria chiamandola “la teiera “ per quel suo vezzo di cantare spesso con le mani sui fianchi.
Un repertorio vastissimo , e verso la fine della carriera anche con incursioni non banali verso titoli meno frequentati da sempre nei teatri italiani.
Se ne è andata , credo e spero serenamente , nella sua casa di Savona.
Un altro prezioso tassello della memoria gloriosa dei melomani che se ne va .